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bug #1: Abbiamo fatto l'Italia, si tratta adesso di fare gli italiani -- Massimo d'Azeglio, 1861

Il lavoro precario in Italia

Il precariato del mercato del lavoro, giovanile e non, è sotto gli occhi di tutti. E, nonostante la gravità del problema, nessuno sembra prenderlo (se non in periodo di elezioni) nella dovuta considerazione.

Soluzioni ce ne sarebbero tante, diverse e contrastanti, ma spesso in Italia si preferisce (anche per tornaconto elettorale) parlarne senza farne effettivamente nulla.

I fatti sono però che gli italiani sotto i 40 anni spesso non riescono a mantenere un mutuo (senza faticare ad arrivare alla fine del mese) o una famiglia. Il futuro di un'intera generazione di persone è stato sequestrato dai redditi sotto i mille euro al mese o poco al di sopra. A volte questo è anche colpa degli stessi italiani che vivono troppo al di sopra delle proprie possibilità, viziati dalle proprie famiglie.
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Laura Monti
Vivere "troppo al di sopra delle proprie possibilita'"...e' per alcuni Italiani sotto i 40 anni un dato di fatto, soprattutto se vivono ancora a casa della famiglia di origine, ma quest'espressione puo' essere anche avvertita come un'offesa per coloro che portano a casa 800 euro al mese quando un litro di benzina sfiora i tre euro ed un litro di latte 2,80 euro. "Comprarsi una macchina nuova invece che una casa" e' un discorso delicato, nessuno ha il diritto di giudicare in base a quali priorita' il prossimo debba vivere. Risiedo fuori Italia da 6 anni ed ogni volta che torno per vacanza mi accorgo che fare la spesa in un supermercato Italiano equivale (se non supera) la cifra che si spende in un qualsiasi supermercato Irlandese (Lidl, Aldi ed altre catene ipereconomiche escluse) con la differenza che lo stipendio base mensile di un cittadino Irlandese sfiora i duemila euro al mese. Il risultato e' che un giovane che vive in Nordeuropa riesce a viaggiare e spendere in divertimenti una cifra maggiore rispetto ad un coetaneo che risiede in Italia pur pagando un mutuo o un affitto e/o mantenersi una macchina. Si potrebbe poi accennare al fatto che la concezione di lavoro a contratto permanente e' in Italia un'utopia mentre in Irlanda e' la regola e che le tasse sulle buste paghe dei cittadini Irlandesi sono del 21- 24% mentre quelle di un cittadino Italiano sono il 40% Mi fermo a quest'accenno per evitare di addentrarmi in un discorso piu' lungo che coinvolga la concezione di assistenza sociale e servizi medici in Italia e all'estero. Certo e' che garantire un futuro decente al popolo dovrebbe essere il primo obbligo di qualsiasi governo che si dica democratico.
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